Articoli marcati con tag ‘sicurezza’

PostHeaderIcon Articolo per Comune Aperto

La destra, da anni, parla del problema della “sicurezza”, che concepisce quasi esclusivamente come strumento di controllo e limitazione dell’immigrazione, senza tuttavia curarsi di problemi macroscopici, come ad esempio il lavoro irregolare degli immigrati preferendo nascondersi dietro la demagogia sui crocifissi.

In questo modo la parola “sicurezza” è stata privata di altri importanti significati uno dei quali è la sicurezza stradale, triste problematica di cui il Comune deve prendersi cura.

Non è più possibile stare ad osservare il continuo massacro perpetrato sulle nostre strade da guidatori ubriachi e/o drogati, sicuri di non essere fermati dai controlli delle forze dell’ordine, che magari sono impegnate in piazza contro il “degrado”.

In controtendenza con gli annunci disattesi della destra e nonostante il continuo taglio delle risorse, il comune cerca di investire sulla polizia municipale, con nuove assunzioni e una miglior organizzazione con la costruzione della nuova sede in Viale Matteotti. Ovviamente non basterà e per questo motivo, come da linee programmatiche del centro sinistra, proporremo nuovi contributi sulla sicurezza stradale, con una linea di tolleranza zero, aumentando i controlli sulla strada nelle zone più calde e con una campagna di responsabilizzazione volta a chi si mette alla guida di veicoli.

Sarà opportuno spiegare a coloro che, anche in consiglio comunale, non sono convinti dell’uso degli autovelox fissi, che non si può più tollerare di avere automobili che sfiorano i 100 km orari nelle zone abitate, come succede a causa di qualche cittadino incurante della propria e della altrui vita .

La sicurezza stradale è strettamente legata al rispetto che, tutti i giorni, abbiamo delle norme e di conseguenza al rispetto del nostro territorio e di tutti quelli che ci abitano. Il nostro gruppo consiliare, in questo senso, rimarrà legato al tema della responsabilità sociale, che ogni cittadino deve avere se si vuole migliorare la qualità della vita nella nostra città. Per questo saremo impegnati oltre che sul tema della trasparenza, su cui ci sono già buoni risultati, nell’ambito urbanistico, ambientale e sociale, in modo da agevolare le scelte dell’amministrazione per la città moderna e viva che Forlì può ambire a diventare.

Qualche parola anche sul tema della crisi occupazionale. Purtroppo, nonostante gli annunci, la fine dei disagi è ancora lontana e molte aziende finiscono in questi mesi la cassa integrazione ordinaria. Stiamo lavorando su più fronti anche per questo problema, cercando di adottare sistemi di solidarietà alternativi e altre forme di sostentamento. Riteniamo di fondamentale importanza che ci sia un dialogo aperto con tutti i lavoratori che in questo momento si trovano in difficoltà.

PostHeaderIcon Il crimine in calo… mediatico

E’ solo dell’altro giorno la notizia del calo del “problema” sicurezza nelle nostra città. CIoè in pratica agli Italiani dei Rumeni non frega più niente.
Ieri sera mi sono sciroppato un bellissimo servizio sul TG5 che spiegava come il crimine sia in calo da una rilevazione sui primi 6 mesi dell’anno “grazie al decreto sicurezza”.
Beh, o sono degli imbecilli oppure sono in mala fede, dato che il decreto sicurezza è stato fatto DOPO le elezioni e quindi dopo i primi 6 mesi dell’anno.
Ma questo lo diceva già Amato prima che cadesse il governo. D’altra parte ora il leader dell’opposizione è più occupato a salvare le tasche del magnate mondiale della comunicazione,occuparsi delle menzogne vere è difficile.

altro articolo interessante

PostHeaderIcon Piazza Saffi è a Kabul

Sono sicuro che se qualcuno di Roma conoscesse Piazza Saffi attraverso quello che dicono i politici sui giornali, preferirebbe andare a Kabul.
Anche l’ultimo comunicato di Spada (AN-PDL) va verso questa direzione.

C’è insicurezza sotto Aurelio Saffi.
Nel nuovo programma della destra (compreso Baldini) ci saranno tornelli per gli stranieri all’ingresso del centro storico. Check point con soldati americani dotati di gippone e sacchetti di sabbia (d’altra parte la zona è a rischio attentati), telecamere nascoste e ronde padane (o della libertà. Anche se non si capisce bene quale).
A pensarci bene un romano, sempre conoscendo la città attraverso quello che dicono i politici sui giornali, probabilmente pensa che Forlì sia un centro storico, e basta. Il resto non esiste (se non ovviamente l’aeroporto, che nella sua testa sarà sempre piazza Saffi).

(articolo sul barbone di Rimini, qui)

PostHeaderIcon Alla destra è scoppiata in mano l’emergenza sicurezza

Sono due anni che Silvio e la sua banda porta avanti la strategia della tensione nella sicurezza.
Nonostante i dati sulla criminalità possano rassicurare (nel 2007 i reati sono diminuiti, alla faccia dell’emergenza creata) la campagna mediatica della stampa è riuscita a consegnare alla Lega parecchi punti alle ultime elezioni.
Perché è accaduto questo? Ci sono due attori principali in questo “gioco”. La prima è la paura del diverso: una volta sono gli Ebrei, un’altra i terroni (altro leghismo, ma è successo anche in Germania un’odio razziale di questo tipo dei cittadini dello stesso paese durante la riunificazione), gli albanesi, i rumeni e spesso i Rom (popolo senza patria).
E’ un concetto di cui l’uomo non si può liberare, ma al limite cercare di limitare.
L’altro attore è “il reato scandaloso”, quello che lascia senza respiro per la violenza fatta sulla vittima. Se la stampa riesce a mettere insieme questi due aspetti e li drammatizza abbastanza il gioco è fatto. Tutto il contorno scompare: è stato l’uomo nero ad uccidere!
Per fare un’esempio parto dall’episodio di Giovanna Reggiani: il reato è stato terrificante ed il colpevole Rumeno, inoltre abitava dentro un campo Rom.
Dopo aver letto una notizia del genere è logico avere paura dell’immigrazione indiscriminata dalla Romania, senza dubbio la provo anch’io. Quello che rimane in fondo, quasi invisibile, all’articolo è che quest’uomo era in Italia da tempo, non era un’immigrato clandestino rumeno (su cui invece ci siamo abbattuti), ma ha passato buona parte della vita nel nostro paese (evidentemente senza tanta fortuna)
D’altra parte non penso sia colpa della stampa, che giustamente ha trattato la notizia, dell’episodio. Ma ricordo bene come Gianfranco Fini si sia poi presentato sui luoghi della tragedia. Voleva sottolineare solo un fatto: con noi avrete vendetta. Hanno cavalcato l’onda per 2 anni, creando un’allarme sociale notevole.

Ora era il momento della vendetta. In realtà il governo non ha fatto praticamente nulla per cambiare le cose (nessuna moratoria contro l’ingresso dei rumeni e degli altri paesi dell’est è stata fatta), ma non è questo il punto in realtà.
Il punto è che il discorso sicurezza è uscito dall’agenda del governo sparato come un missile nella vita di tutti i giorni di milioni di italiani. Volevano la nostra paura, ora c’è l’hanno.
Gli ultimi episodi di violenza, accaduti ai turisti stranieri in vacanza nel nostro paese, con ogni probabilità sono sempre accaduti. Ma l’episodio di Roma (agghiacciante e commesso da Rumeni, tanto per ricondurre la questione alla precedente) ha scatenato la campagna mediatica dei giornalisti, che ovviamente inseguono la notizia e marciano sull’agenda scritta dalla destra sulla sicurezza. Un boomerang.
Presto qualcuno si pentirà di aver gonfiato questa ondata xenofoba e razzista.

Ma il sentimento popolare ormai ha preso una direzione buia e sbagliata.

PostHeaderIcon Si fa per parlare: impronte digitali

Deve esserci una strana corrispondenza nella nostra mentalità italiana e la resistenza a farsi controllare.
La criminalità dilaga in Italia per colpa degli Italiani, ne sono certo, dato che ormai, per la privacy, nessuno può più controllare nulla.
Anche per i voti dell’esame di stato bisogna chiedere il permesso. Gli studenti sono andati a vedere il tabellone e cosa hanno trovato? Positivo o negativo, Una parola sola per dire se l’esame è passato o meno, poi però c’è stato l’assalto alle segreterie per avere la “busta segreta” con scritto quanto hanno preso. La segretaria li ha identificati e poi i maturandi hanno aperto la busta, magari lontani da sguardi maligni. Un ulteriore metodo per mettere il merito nel cesso e tirare l’acqua.
Che nessuno sappia! E’ un po’ il motto del nostro paese. Nel curriculum ora scriverò esame di stato: positivo!

Ora c’è la trovata delle impronte digitali dove la “gente” di sinistra, vedrete, troverà il modo di farsi ridere dietro (ancora). Tra poco salirà il malumore (è già iniziato a dire il vero) per poi cominciare a vedere gente che si strappa le vesti in nome della privacy, contro il controllo governativo e bla-bla-bla. Dei Rom non si ricorderà più nessuno.

In un paese in cui anche se uno confessa (Olindo e la moglie Rosa) nessuno gli crede, oppure fa la madre addolorata (Cogne) e nessuno crede a tre giudizi in tribunale (Tv e giornali fanno miracoli), il parlamento in un attimo di lucidità, succede raramente, decide di prendere le impronte a tutti (e dire che fino ad un’attimo prima le dovevano fare solo parlamentari e bimbi Rom, non si sa bene fino a che età).
Vedrete sarà un pandemonio.
Mentre le forze dell’ordine stappano lo spumante (i RIS stanno preparando i santini per i promotori del comma) e la criminalità organizzata prepara una lettera di protesta su carta intestata al fantoccio della giustizia (per gli amici Alfano Jolie, come direbbe Travaglio), vedrete che la sinistra si contorcerà su se stessa dicendo “si, ma boh, no, però, fascisti”.
E per sinistra non intendo i deputati, intendo noi e voi.

Intanto, dopo una campagna elettorale basata sulla sicurezza, il governo del piduista taglia qualcosa come 3,2 miliardi di euro alle forze dell’ordine.
Presto la polizia girerà in bicicletta per risparmiare sul carburante delle auto.

(foto di cillò)