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La mafia in terra di romagna
Pubblico il mio intervento sulla mafia nella nostra città di ieri sera durante l’incontro con il magistrato Spataro, venuto nella nostra città per presentare il suo libro sui casi che ha affrontato durante la sua vita nelle istituzioni.
“Stasera, e ringrazio i nostri ospiti di essere nella nostra città, abbiamo la possibilità di fare due chiacchiere sui fatti tragici e imbarazzanti per la nostra repubblica.
Parliamo del sommerso, di quella parte del nostro paese che non rispetta le regole sociali e cerca di imporre le proprie. Un tema in antitesi con il DNA di Italia dei Valori, che ha sempre fatto della legalità e della costituzione italiana un punto fondamentale.
Sommerso che purtroppo la nostra città vive a suo modo sulla pelle.
Basta ricordare che una delle ramificazioni dell’indagine sulla “P3” del faccendiere Flavio Carboni, passa proprio da qui. Carboni cercava da alcuni personaggi noti del forlivese le finanze per l’eolico in Sardegna, regione in cui sosteneva di avere conoscenze per venire in possesso di molte autorizzazioni a costruire.
Inoltre abbiamo la criminalità organizzata; e per farne il quadro parto da quello che ha detto la scorsa settimana Pino Maniaci, il giornalista siciliano di Telejato: dice “noi di mafia ne abbiamo solo una, voi invece le avete tutte sul territorio”.
Ed è vero, purtroppo. I dati della DIA e le relative inchieste parlano abbastanza chiaro ed evidenziano quello che Saviano è riuscito ad imporre nell’agenda politica nazionale. Le mafie sono anche al Nord nelle nostre città.
Parlando concretamente per inchieste:
A fine 2009 la nostra provincia aveva il record di immobili sequestrati alla Mafia della nostra regione ben 25, con al secondo posto Bologna con 16.
La famiglia Forastefano di Cassano allo Jonio, ndraghetista, è attiva nel forlivese nella gestione del gioco d’azzardo e nell’estorsione nei confronti di aziende calabresi, e durante una di queste estorsioni viene arrestato addirittura il cugino del Boss. Ma la cosa che preoccupa di più la DIA è che Nicola Acri, killer di Rossano Calabro che viene arrestato a fine novembre nel bolognese dai ROS, cercava di mettere in atto una guerra proprio contro i Forastefano.
Cosa poteva significare questo per Forlì?
Che come a Reggio Emilia, dove in 5 anni ci sono stati 12 omicidi di stampo mafioso, Forlì si sarebbe trovata davanti ad una serie di omicidi e danneggiamenti non da ridere.
Danneggiamenti o minacce, di cui sentiamo e leggiamo sui giornali da un po’ di tempo.
Cominciamo con il caso allucinante di SAPRO. Quattro gomme tagliate alla designata liquidatrice della società. Ed è di qualche giorno fa la lettera con tanto di proiettile al PM titolare dell’inchiesta di SAPRO, Filippo Santangelo che ora è costretto a muoversi con la scorta dopo il dichiarato fallimento della società.
Poche settimane fa, sempre un proiettile, è stato consegnato ad un sindacalista della CISL, che segue in particolar modo il settore dell’edilizia.
Abbiamo poi il capriolo morto, decapitato, all’ospedale, che i giornalisti locali hanno ricollegato al debito dell’AUSL.
Ed arriviamo a noi.
Come accennavo prima la scorsa settimana abbiamo avuto il piacere, sia politico che umano, di avere Pino Maniaci nella nostra sede di Via Nullo. Abbiamo parlato della realtà di lotta alla mafia che vive tutti i giorni sulla pelle. Beh, non so bene se i fatti siano ricollegati ma questo sabato qualcuno si è preso la briga di uscire di casa, col freddo che fa, controllare se qualcuno girava per strada e svuotare un tubetto di attack nella serratura della nostra sede. Il fatto, non irrilevante, è che tra Corleone, Palermo e Partinico (a casa del nostro amico Pino Maniaci) i negozianti sanno bene che un atto del genere è la richiesta che fanno i boss della zona per ricevere il pizzo.
Collegato o no, il fatto è che un danneggiamento non deve mai essere sottovalutato. Noi non lo faremo ad anzi, dobbiamo dare più attenzione a questo cancro sul nostro territorio con azioni significative. Stiamo preparando un ordine del giorno in comune, dove cercheremo di coinvolgere le associazioni di categoria e i sindacati, dove cercheremo di capire, a tappeto, sul nostro territorio se ci sono state o se ci sono richieste di estorsione in corso nelle aziende Forlivesi.
Perché come ha spiegato molto bene Federico Alagna dell’associazione antimafia Noname di Bologna, siamo di fronte, purtroppo, ad un salto di qualità da parte della criminalità organizzata. Prima le città del Nord venivano usate per riciclare denaro, ed il numero di sequestri immobiliari accennati prima parlano chiaro, ora invece siamo passati al controllo del territorio. Che significa estorsioni, controllo delle attività criminali e ricatti.
In questo clima, estremamente cupo, abbiamo il dovere di far sapere a tutti che quello che dicono e scrivono persone come Saviano, ma anche tanti altri giornalisti come lo scrittore Lucarelli che lo ripete da anni ed i magistrati come il dottor Spataro che con le loro sentenze scrivono e descrivono la storia criminale del paese.
Le Mafie sono qui.
O prendiamo delle contro misure sufficienti subito oppure verremo ne inghiottiti…”
Quanto prende un consigliere comunale?
Dopo una pausa durata un po’ troppo nel Blog, pubblico quanto ho percepito dall’inizio del mandato da consigliere comunale.
Trovate tutti i file qui. lo “Stipendio” da consigliere comunale è trimestrale.
Nel nostro comune viene pagato il gettone di presenza al consiglio comunale ed alla partecipazione alle commissioni, in altri ci sono delle indennità fisse.
Ad oggi ho percepito 1.752 € in quasi 2 anni. Il 10% di questo importo è andato al partito.
Articolo per Comune Aperto
La destra, da anni, parla del problema della “sicurezza”, che concepisce quasi esclusivamente come strumento di controllo e limitazione dell’immigrazione, senza tuttavia curarsi di problemi macroscopici, come ad esempio il lavoro irregolare degli immigrati preferendo nascondersi dietro la demagogia sui crocifissi.
In questo modo la parola “sicurezza” è stata privata di altri importanti significati uno dei quali è la sicurezza stradale, triste problematica di cui il Comune deve prendersi cura.
Non è più possibile stare ad osservare il continuo massacro perpetrato sulle nostre strade da guidatori ubriachi e/o drogati, sicuri di non essere fermati dai controlli delle forze dell’ordine, che magari sono impegnate in piazza contro il “degrado”.
In controtendenza con gli annunci disattesi della destra e nonostante il continuo taglio delle risorse, il comune cerca di investire sulla polizia municipale, con nuove assunzioni e una miglior organizzazione con la costruzione della nuova sede in Viale Matteotti. Ovviamente non basterà e per questo motivo, come da linee programmatiche del centro sinistra, proporremo nuovi contributi sulla sicurezza stradale, con una linea di tolleranza zero, aumentando i controlli sulla strada nelle zone più calde e con una campagna di responsabilizzazione volta a chi si mette alla guida di veicoli.
Sarà opportuno spiegare a coloro che, anche in consiglio comunale, non sono convinti dell’uso degli autovelox fissi, che non si può più tollerare di avere automobili che sfiorano i 100 km orari nelle zone abitate, come succede a causa di qualche cittadino incurante della propria e della altrui vita .
La sicurezza stradale è strettamente legata al rispetto che, tutti i giorni, abbiamo delle norme e di conseguenza al rispetto del nostro territorio e di tutti quelli che ci abitano. Il nostro gruppo consiliare, in questo senso, rimarrà legato al tema della responsabilità sociale, che ogni cittadino deve avere se si vuole migliorare la qualità della vita nella nostra città. Per questo saremo impegnati oltre che sul tema della trasparenza, su cui ci sono già buoni risultati, nell’ambito urbanistico, ambientale e sociale, in modo da agevolare le scelte dell’amministrazione per la città moderna e viva che Forlì può ambire a diventare.
Qualche parola anche sul tema della crisi occupazionale. Purtroppo, nonostante gli annunci, la fine dei disagi è ancora lontana e molte aziende finiscono in questi mesi la cassa integrazione ordinaria. Stiamo lavorando su più fronti anche per questo problema, cercando di adottare sistemi di solidarietà alternativi e altre forme di sostentamento. Riteniamo di fondamentale importanza che ci sia un dialogo aperto con tutti i lavoratori che in questo momento si trovano in difficoltà.
Lottare per i simboli, non per la gente
Lunedì in consiglio comunale abbiamo affrontato il “problema” crocifisso nei luoghi pubblici: tema portato sui banchi consiliari dalla Lega Nord in tutta Italia con risultati a dir poco imbarazzanti, tocchiamo livelli da teocrazia come l’Arabia Saudita, come le multe, che in alcuni comuni, vengono disposte per chi non lo espone.
La mozione, per come era proposta, accostava il simbolo del crocifisso, e non il suo significato religioso di cui tutti sembrano ignorare l’esistenza, al fatto che è una parte della tradizione italiana. Da qui l’esigenza di esporlo sia nelle classi scolastiche che negli edifici pubblici.
Da cristiano sono oltraggiato da questa posizione, io credo che utilizzare per una propaganda un’uomo che si è sacrificato per gli altri sia terribile ed ingiusto.
Vorrei sapere se per questi signorotti Cristo è il “grande leader del cristianesimo” oppure è l’uomo che ci ha indicato la via della resurrezione, sacrificando la propria vita per gli altri.
E così un’altra volta il mondo cattolico si deve confrontare con la sua stessa identità, dietro le intimidazioni di chi cerca di spezzare e mettere in crisi parte della politica dell’opposto schieramento. Questo tipo di politici, quelli che dicono o con Cristo o con Stalin, non si rendono conto che lo strappo che stanno creando non è solo nei banchi di un’organo democratico, ma, soprattutto nella società di oggi, dove non si può essere più liberi di credere in Dio o meno e quindi di autodeterminarsi.
La libera scelta che ci lascia Gesù nel Vangelo è cancellata da qualche patetico uomo politico che fa riti celtici o usa lo croce come scudo.
Consiglio comunale del 28-09-2009
Ciao a tutti,
dopo una prolungata pausa ricomincio a riferire sui consigli comunali.
Ieri, il 28 settembre, l’ordine del giorno era ricco di interrogazioni e povero di delibere da approvare. Anche se una delle delibere era il bilancio di previsione del 2009, che scandisce lo stato delle opere pubbliche per l’anno in corso.
E’ un punto nevralgico per la giunta, nel senso che è uno strumento di programmazione per la crescita della città, e riveste quindi importanza strategica per i cittadini: adeguamenti strutturali, viabilità, messa in sicurezza delle scuole, nuove unità scolastiche, circoscrizioni ed altre opere pubbliche sono finanziate in questo modo.
Vorrei saltare la parte di consiglio in cui ci sono state le interrogazioni, ma ne approfitto per parlare di cosa sono e se funzionano o meno.
Le interrogazioni sono uno strumento a disposizione dei consiglieri con cui possono chiedere precisazioni o verifiche su tutto quello che riguarda la vita della città: per intenderci si va dalle zanzare tigre fino alle partecipazioni del comune in un ente, passando dal degrado di una zona e dalle azioni della giunta per riqualificarla.
Se usato in modo preciso sono uno strumento efficacissimo per i cittadini, che possono coinvolgere un consigliere su un particolare argomento per avere delle risposte dall’amministrazione.
Purtroppo non tutti i consiglieri usano questo strumento come si deve. Spesso è un modo per prendere la parola, come è abituato a fare il consigliere della Lega Nord Aprigliano, e sfottere la giunta che non ha diritto di replica.
E’ frustrante vedere come certi strumenti democratici vengano sistematicamente usati contro la democrazia stessa ed il buon senso.
Aprigliano infatti, ha esposto tre interrogazioni e tutte le volte ha accusato e provocato l’assessore di riferimento parlando di incapacità, ingessamento o altro. Ma non solo: durante una risposta ha accusato addirittura Questore e Prefetto, cioè i due rappresentanti del governo del nostro territorio. Il tema in questione era quello dello spostamento delle forze dell’ordine, quest’estate, verso il mare.
Durante la stagione estiva la nostra riviera ospita milioni di persone, per cui i comandi di Polizia e Carabinieri di Forlì sono costretti a spostare sistematicamente parte delle forze verso Cesenatico.
Aprigliano, dimenticando che il suo ministro degli interno Maroni se ne frega completamente della riviera e del resto del paese continuando a tagliare i bilanci, ha accusato i comandi delle forze dell’ordine ed il sindaco di aver permesso questo spostamento, sostenendo tra l’altro che le forze dell’ordine a Cesenatico se ne vanno in “villeggiatura”.
Penso che il comportamento della Lega Nord (Aprigliano è il capo gruppo) non sia compatibile con il compito a cui sono chiamati i suoi consiglieri.
Il sindaco, durante una successiva interrogazione ha risposto sulle rime al consigliere della Lega. Da questo episodio ne è nato un furioso battibecco.
Ritornerò sul tema delle interrogazioni le prossime volte.
Il bilancio provvisorio presentava la lista delle opere da finanziare e il relativo stato di avanzamento. Come si può leggere dal giornale ci sono tagli per otto milioni di euro che si possono spiegare in tre modi: l’ICI, la crisi e la fattibilità dei progetti.
Questo è il primo bilancio che subisce al 100% il mancato introito per le casse comunali dell’ICI (tolto dal governo Berlusconi che così detassava lasciando con le tasche vuote gli enti locali), la crisi economica (riconosciuta dal PDL attraverso il consigliere Ragni a livello locale ma non nazionale…) non ha certo migliorato la situazione.
L’aspetto da spiegare è quello relativo alla fattibilità dei progetti. Ci sono dei progetti di vecchia data come le case popolari in via gerolimini (praticamente in piazza…) e il parcheggio di via montegrappa (per fare due esempi) che la giunta vuole rimettere in discussione per i costi e per le funzionalità. Infatti… il progetto delle “case popolari” prevede che per ogni unità abitativa si andrà a spendere circa 350 mila euro (????) mentre per il parcheggio di via montegrappa per 95 posti auto la spesa prevista era superiore ai 750 mila euro (ma scherziamo?). E’ chiaro che questi non sono tagli fini a se stessi. Verranno comunque ripresi in altro modo, ma mi sembra più che positivo che non siano stati finanziati.
Il secondo argomento era il rinnovo di un bando per la mediazione culturale nelle scuole: alcuni mediatori in grado di supportare i maestri durante le lezioni con bambini stranieri. Il bando è con la formula dell’offerta economicamente vantaggiosa, quindi non c’è solo un criterio economico da inserire ma anche una serie di altri punti su cui si prende un punteggio.
Qui la lega ha fatto, attraverso la Consigliera Casara un’appunto per modificare il bando, affinchè ci fossero gli strumenti di verifica su quanti soldi vanno realmente all’operatore e quanto alla cooperativa che prende il bando. L’appunto è stato recepito in commissione dell’assessore Drei che ha modificato il bando, scelta che abbiamo condiviso.


