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PostHeaderIcon Fermiamo il cemento: un impegno per capire le reali capacità abitative della città

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Nonostante tutto quello che è successo nel mondo della finanza, il mattone ci guarda ancora dall’alto della sua speculazione. Rimangono, secondo i dati raccolti e analizzati da importanti personaggi dell’architettura, migliaia di appartamenti vuoti senza che questo faccia crollare il mercato.
Ciò implica due aspetti fondamentali:

  • Non c’è bisogno di altre unità abitative, o almeno non esiste un’emergenza.
  • La saturazione del mercato non riflette una flessione dei prezzi

Il primo aspetto ci dovrebbe spingere a fare alcune considerazioni sulla reale necessità di fare delle “new town”. Ci sono interessanti esempi di come questo sistema sia fallito: l’abbandono di Dubai (con grattacieli lasciati a metà e investitori fuggiti dal paese) o l’abbandono delle città “sub-urbane” americane.
Perchè costruire centinaia di appartamenti? Di una Forlì 2 cosa c’è ne facciamo? Non è solo un sistema di speculazione ormai fallito?

L’amministrazione si deve opporre a progetti di speculazione fini a se stesse. E’ molto più importante investire sulla riduzione dei costi energetici, sullo sviluppo meno invasivo dei trasporti e delle infrastrutture che aumentino la qualità della vita cittadina. Dobbiamo avere il coraggio che hanno le altre città europee, un cambio di direzione verso la qualità e contro l’espansione.

Nessuna pregiudiziale contro le opere necessarie ma chiusura totale contro la speculazione.

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PostHeaderIcon Speculazione 1.0 Vs Mondo

Ecco cosa succede se scambiamo strumenti per obiettivi.
La Borsa nasce per regolare prezzi di mercato e dare liquidità alle aziende. Nel 2009 però, dopo 30 anni di scossoni e crisi economiche, anche gli stessi economisti cominciano a riconoscere quanto sia folle usare l’economia come indicatore di qualità di vita.
Parliamoci chiaro, l’economia non ha cervello: dato che gli basta all’allargarsi è come un’ameba gigante. Ed io, come voi, non lavoriamo per un’ameba, ma per noi stessi.
La domanda allora è: se c’è un’altro modo per mantenere il nostro tenore di vita, che ci frega se l’economia scende?
Obama fa crolalre la borsa? Ma se tra 5 anni si starà meglio e l’economia torna reale e non reale, se non ci saranno più gli speculatori di oggi, allora non sarà meglio per tutti?
Se dietro ad un call-center della telecom non dovesse guadagnarci anche un fenomeno brizzolato che gira in nave, pontifica sulla libertà e fa finta di non sapere nulla di quello che fanno nella sua azienda, non si starebbe meglio?
Se una società di piastrelle, invece di investire sulla banche in borsa, investisse in ricerca e sviluppo o sui dipendenti, non sarebbe più efficacie?
Sono tutte domande a cui possiamo rispondere da soli, non abbiamo bisogno dello speculatore finanziario a fianco.