PostHeaderIcon Il disastro dei grandi eventi

3656804900_2771204804 (Come dovrebbe essere l’ex distretto NATO della Maddalena)

Visto che è di questi giorni l’indagine del post-non-G8 della Maddalena ne approfitto per scrivere due righe, non in merito alle indagini. Il punto è su come, non solo in Italia ma in tutto il mondo, finiscono le opere realizzate per i grandi eventi.
Gli investimenti faraonici per olimpiadi, eventi internazionali e altro, fanno quasi tutti la medesima brutta fine, cadendo nell’anonimato appena le luci si spengono.
I fatti della Maddalena, accompagnati da uno sperpero senza precedenti di denaro pubblico, sono un’esempio calzante della mancata programmazione dei lavori e di gestione dei budget: i ritardi e la carenza di fondi hanno tagliato le gambe ad un opportunità per parte dell’isola.
E le strutture delle olimpiadi invernali di Torino? Piste abbandonate, alberghi chiusi e strutture sportive irraggiungibili oltre che ricadute pesanti sull’ambiente. (1) (2) (3)

(Pragelato, una delle città olimpiche di Torino)

Anche fuori dal nostro paese le cose non cambiano, i miracoli architettonici Cinesi delle olimpiadi sono stati completamente dimenticati, lasciando le strutture olimpiche in semi abbandono. (1)

(lo riconoscete lo stadio? Ora viene usato una o due volte all’anno)

Gli investimenti hanno raggiunto gli obiettivi preposti?
In parte si, dove sono state riqualificate aree degradate (Torino è un’esempio), in parte siamo vicini al fallimento totale (dove le strutture erano nuove ed isolate dai legittimi percorsi). Il nuovo funziona se attrae, altrimenti l’investimento è un disastro annunciato.
L’unica cosa che sembra incoraggiare una politica di questo genere è la speculazione finanziaria, dato che finiti gli eventi non ci sono nuovi posti di lavoro.

PostHeaderIcon Articolo per Comune Aperto

La destra, da anni, parla del problema della “sicurezza”, che concepisce quasi esclusivamente come strumento di controllo e limitazione dell’immigrazione, senza tuttavia curarsi di problemi macroscopici, come ad esempio il lavoro irregolare degli immigrati preferendo nascondersi dietro la demagogia sui crocifissi.

In questo modo la parola “sicurezza” è stata privata di altri importanti significati uno dei quali è la sicurezza stradale, triste problematica di cui il Comune deve prendersi cura.

Non è più possibile stare ad osservare il continuo massacro perpetrato sulle nostre strade da guidatori ubriachi e/o drogati, sicuri di non essere fermati dai controlli delle forze dell’ordine, che magari sono impegnate in piazza contro il “degrado”.

In controtendenza con gli annunci disattesi della destra e nonostante il continuo taglio delle risorse, il comune cerca di investire sulla polizia municipale, con nuove assunzioni e una miglior organizzazione con la costruzione della nuova sede in Viale Matteotti. Ovviamente non basterà e per questo motivo, come da linee programmatiche del centro sinistra, proporremo nuovi contributi sulla sicurezza stradale, con una linea di tolleranza zero, aumentando i controlli sulla strada nelle zone più calde e con una campagna di responsabilizzazione volta a chi si mette alla guida di veicoli.

Sarà opportuno spiegare a coloro che, anche in consiglio comunale, non sono convinti dell’uso degli autovelox fissi, che non si può più tollerare di avere automobili che sfiorano i 100 km orari nelle zone abitate, come succede a causa di qualche cittadino incurante della propria e della altrui vita .

La sicurezza stradale è strettamente legata al rispetto che, tutti i giorni, abbiamo delle norme e di conseguenza al rispetto del nostro territorio e di tutti quelli che ci abitano. Il nostro gruppo consiliare, in questo senso, rimarrà legato al tema della responsabilità sociale, che ogni cittadino deve avere se si vuole migliorare la qualità della vita nella nostra città. Per questo saremo impegnati oltre che sul tema della trasparenza, su cui ci sono già buoni risultati, nell’ambito urbanistico, ambientale e sociale, in modo da agevolare le scelte dell’amministrazione per la città moderna e viva che Forlì può ambire a diventare.

Qualche parola anche sul tema della crisi occupazionale. Purtroppo, nonostante gli annunci, la fine dei disagi è ancora lontana e molte aziende finiscono in questi mesi la cassa integrazione ordinaria. Stiamo lavorando su più fronti anche per questo problema, cercando di adottare sistemi di solidarietà alternativi e altre forme di sostentamento. Riteniamo di fondamentale importanza che ci sia un dialogo aperto con tutti i lavoratori che in questo momento si trovano in difficoltà.

PostHeaderIcon Lottare per i simboli, non per la gente

Lunedì in consiglio comunale abbiamo affrontato il “problema” crocifisso nei luoghi pubblici: tema portato sui banchi consiliari dalla Lega Nord in tutta Italia con risultati a dir poco imbarazzanti, tocchiamo livelli da teocrazia come l’Arabia Saudita, come le multe, che in alcuni comuni, vengono disposte per chi non lo espone.

La mozione, per come era proposta, accostava il simbolo del crocifisso, e non il suo significato religioso di cui tutti sembrano ignorare l’esistenza, al fatto che è una parte della tradizione italiana. Da qui l’esigenza di esporlo sia nelle classi scolastiche che negli edifici pubblici.

Da cristiano sono oltraggiato da questa posizione, io credo che utilizzare per una propaganda un’uomo che si è sacrificato per gli altri sia terribile ed ingiusto.
Vorrei sapere se per questi signorotti Cristo è il “grande leader del cristianesimo” oppure è l’uomo che ci ha indicato la via della resurrezione, sacrificando la propria vita per gli altri.

E così un’altra volta il mondo cattolico si deve confrontare con la sua stessa identità, dietro le intimidazioni di chi cerca di spezzare e mettere in crisi parte della politica dell’opposto schieramento. Questo tipo di politici, quelli che dicono o con Cristo o con Stalin, non si rendono conto che lo strappo che stanno creando non è solo nei banchi di un’organo democratico, ma, soprattutto nella società di oggi, dove non si può essere più liberi di credere in Dio o meno e quindi di autodeterminarsi.

La libera scelta che ci lascia Gesù nel Vangelo è cancellata da qualche patetico uomo politico che fa riti celtici o usa lo croce come scudo.

PostHeaderIcon Consiglio comunale del 12-10-2009

Ciao a tutti,
lunedì scorso abbiamo avuto un consiglio comunale abbastanza ricco.
Le delibere riguardavano in buona parte le partecipate del comune di Forlì e vi posso assicurare che non è stato facile.
Entriamo nei particolari
Assemblea dei soci Hera
All’assemblea gli ordini del giorno importanti sono almeno due. Il primo è l’aumento di capitale e il secondo l’acquisizione delle reti di alcuni comuni che le “vendono” (faro un post apposito più avanti per spiegare quanto sono furbi gli amministratori romagnoli).
Per questa delibera io e Tommaso siamo andati direttamente dal sindaco per capire cosa voleva fare. La sua risposta è quella che poi ha dato in consiglio comunale, cioè che preferiva non fare sgarbi sulle reti degli altri ma liberare il comune su altri aspetti dalla multi utility.
Infatti una delle delibere era l’acquisizione da parte del comune di Forlì delle azioni di AGESS in mano ad Hera, atto molto più importante per Forlì delle reti comunali degli altri. Agess è l’agenzia di controllo dell’energia, tema che avrà nei prossimi anni un ruolo molto importante nella vita di tutti, e che il comune di Forlì avrà al 25% spazzando via Hera (unico privato nelle quote della società). Per noi era un passo importante, per questo l’abbiamo ribadito anche in consiglio, in quanto elimina il controllato dalla gestione del controllore…
Hera era presente anche in un’altra delibera urgente, riguardante l’ampliamento del depuratore. Hera sostiene che il depuratore in via grigioni sia sotto-dimensionato per le richieste del territorio, per questo motivo ha bloccato tutte le autorizzazioni ai nuovi allacci delle acque in parte della città. Al bar si dice che è un ricatto, in comune si è cercato di risolvere la questione. Abbiamo ovviamente votato di si alla richiesta, anche perchè non si poteva fare il contrario…

L’altro argomento importante è AVM, “Area Vasta Mobilità” (nemmeno i nomi sanno più fare…), cioè la fusione di tutte le società di trasporto pubblico romagnolo in un unico gestore.
Ci sono lati positivi e negativi in questa scelta, l’importante è che l’ATR (il gestore del servizio pubblico) rimarrà indipendente dall’azienda.

PostHeaderIcon Eco-incentivi rimozione amianto 2009

Tra il 28 e il 30 ottobre la regione (Emilia Romagna) attiverà un bando per il contributo allo smaltimento di amianto per le PMI.
La domanda è da presentare online, ma i tempi sono abbastanza stretti.
Qui sotto trovate un riassunto del bando con i principali criteri di accesso, le tappe e le modalità di finanziamento.

Il bando è perfettamente compatibile con l’installazione di impianti fotovoltaici e quindi il conto energia.