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PostHeaderIcon Forlì: la gente cambia, la città resta. Gli scatti di Maurizio Camporesi

Una delle fotografie di Camporesi, altre foto qui, sul tram (quel tipo è ancora in circolazione dopo 30 anni) la “reclama” della UNO.

Ieri sono stato a vedere la mostra dei bellissimi scatti di Maurizio Camporesi al palazzo della Fondazione della cassa dei risparmi di Forlì, in corso garibaldi (davanti all’Oviesse per intenderci).

Ottimi primi piani, bellissime prospettive, tutto in bianco e nero. Sono gli inizi degli anni ’80 ed è chiarissimo che la gente non se la passa troppo bene negli scatti. Molte foto sono dedicate alla povertà.
Anche gli anziani sono diversi, all’inizio degli anni 80 andava ancora molto uscire di casa con il cappello.
La didascalia di una foto con un ragazzo di colore chiede “il primo extra-comunitario di Forlì?”, dato che allora lo straniero era solo il meridionale o poco più. Ora invece il 10% della popolazione Forlivese è straniera.
Carretti, vecchie biciclette e vecchie auto: tante fiat o macchine francesi, nessuna macchina tedesca o giapponese.

La gente è cambiata, ma la città invece si è mummificata.
La maggior parte degli scatti è stata fatta in piazza Saffi e tra volti, biciclette, auto di una generazione fà,  si possono intravedere i palazzi che conosciamo.
Una piazza immutata fino ai nostri giorni, come se fosse stata riposta in un’armadio con la naftalina perchè non prendesse troppa polvere.
Mi ha fatto una certa impressione vedere che anche le piccole aiuole al centro dell’ellisse siano tali e quali. L’unica differenza con la piazza di oggi è la maledetta pensilina, l’unica modifica ad una piazza imbalsamata nella sua grandezza e provincialità.
Invidio Graziano Cecchini, il matto che ha colorato la fontana di Trevi e riempito di palline piazza di Spagna.

Belli gli scatti ed i soggetti, andatelo a vedere: è gratis e sarebbe un peccato perdersela.

PostHeaderIcon Decalogo delle cose da non fare nei social network

Da un recente studio di carrierbuilder.com (riportato sul sito pmi.it) risulta che una cifra considerevole di manager controllano i candidati nei social network come myspace, facebook (e immagino anche badoo se uno è tanto cretino da avere un profilo lì) e gli altri.
Il sondaggio è sicuramente stato fatto nei paesi anglofoni, ma visto che ormai tantissimi neo-laureati italiani si spostano per trovare lavoro, forse è meglio parlarne. Come poi aveva chiesto il garante della privacy tempo fa.
Non per criminalizzare qualcuno o qualcosa, anche perché li trovo per certi versi molto utili, ma per evitare che possano rovinare la vita a qualcuno. O meglio, per evitare che qualcuno si rovini la vita da solo!
Intanto cosa cercano i potenziali datori di lavoro?
Principalmente (dati CareerBuilder, tradotti da PMI):
- alcool o droga (41%);
- informazioni o foto inappropriate (40%);
- scarsa capacità di comunicazione (29%);
- cattive parole sugli ex datori di lavoro o colleghi (28%);
- imprecisioni sulle qualifiche professionali (27%);
- scelta del nome non professionale (22%);
- note che mostrando collegamenti a comportamenti criminali (21%);
- informazioni riservate riguardo i passati datori di lavoro (19%);

E’ meglio ribadire una volta in più che è decisamente sconsigliato mettere sul web, ed a disposizione di tutti: fotografie in cui si è ubriachi (mi è capitato di vedere anche dei video di gente che vomita nei SN), mezzi nudi, effusioni “strane”; informazioni sulla vita sessuale, comportamenti criminali o che mettano in dubbio le proprie capacità.
Inoltre, dato che la privacy non esiste più, evitare di farsi fotografare negli stessi atteggiamenti di prima. Se necessario fare rimuovere le foto.
Se va male, usare tutti i mezzi per ri-ottenere la propria privacy. Quando ci si iscrive ai veri siti ci sono una serie di informazioni su come essere tutelati in questi casi.
Bisogna ricordarsi bene che è sempre meglio utilizzare il profilo privato per alcune cose, in modo che certe informazioni non siano a disposizione di tutti.

Il mondo dei social network sembra tutto bello, finché non ti ritrovi in graticola per colpa di una foto o di una comunicazione.
Il mondo del lavoro non è acqua e sapone, essere esclusi per qualche particolare è facilissimo, perché farsi fottere da soli?
Ma anche fuori dal lavoro: se “un amico” di famiglia scopre alcune informazioni su di voi sbandierate su un SN cosa succederebbe? A voi la risposta.

D’altra parte queste operazioni hanno un rovescio della medaglia, per fortuna. Avere una pagina decente su facebook, per esempio, potrebbe invece convincere il manager dell’”integrità” o delle competenze del candidato. Con qualche accorgimento gli faremo scoprire che abbiamo parecchi amici in Europa, scriviamo correttamente in inglese/francese, abbiamo frequentato quel corso particolare sui fondi internazionali, ecc…
Basta usare un po’ di fantasia ed un potenziale pericolo diventa un’opportunità.

PostHeaderIcon Si parte per Vasto

Dopo la bellissima esperienza di Bellaria, domani si riparte per Vasto ed il terzo incontro nazionale di IDV.

PostHeaderIcon Le alternative ai libri di testo

C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.

Se ne parla tutti gli anni e tutti gli anni le varie associazioni dei consumatori fanno finta di fare qualcosa per risolvere il problema. Un pò come quello che sono riusciti a fare per l’aumento della benzina, niente.
Poi tutto viene insabbiato dall’inizio del campionato di calcio e le fiction di autunno.
Da quello che si capisce quest’anno l’aumento sui libri scolastici sarà ancora più pesante. Il ministro Gelmini si è data da fare parecchio questa estate (francamente mi sembra l’unico comparto dove si sono fatti passi avanti e pochi annunci) ma purtroppo del caro libri non si può fare a meno.

Ci sono varie discussioni aperte su molti blog, che ovviamente riguardano spesso e volentieri progetti alternativi (licenze libere, testi gratuiti online, esempi di altri paesi, ecc…).
Una delle alternative che mi ha stupito maggiormente è relativo all’istituto tecnico industriale di Vito Volterrà, di San Donà di Piave (già citato su questo blog per il parco di nuova concezione, finisce che vado a vivere là).
Quest’anno i libri di matematica saranno scaricabili gratuitamente dal sito della scuola, e sono stati scritti dai professori dell’istituto.
Una scelta in netta contro tendenza rispetto all’andamento generale, ma soprattutto culturale, in cui è piegato il nostro paese.
Questo progetto dimostra, non solo quanto sia in realtà possibile sviluppare un progetto scolastico interdipendente dalla rete, ma anche quanto sia importante l’attaccamento alla scuola da parte dei suoi dipendenti. E’ la dimostrazione di come sia indispensabile, per fare funzionare bene l’istruzione scolastica, la passione di chi lavora sul campo.
Ed è la dimostrazione di come progetti, consulenze e studi possono diventare reali e non rimanere sulla scrivania delle amministrazioni locali.

Il sito della scuola lo trovate qui. Ben diverso e più strutturato del sito inguardabile dell’Istituto di Forlì.

Qualcuno dice che anche a Forlì, in qualche istituto, qualche professore scriva libri di testo per la scuola, ma si dice anche che poi i libri si fanno comprare dai propri studenti nelle proprie classi: semplice attaccamento al lavoro o attività ben retribuita con rischio d’impresa pari a zero?

Hanno scritto sul caro-libri: 1, 2, 3

PostHeaderIcon Grillo, le olimpiadi e lo s-fascismo

Devo dire che leggere il post di Grillo sulle olimpiadi mi fa venire l’orticaria.
Come possibile sostenere che un’evento del genere serva per farci sentire più diversi?

Sicuramente il CIO poteva comportarsi meglio, questo non lo metto in dubbio. Ma per questo, secondo il rivoluzionario con le pantofole, vanno abolite le olimpiadi?
Non è giusto sostenere i propri atleti? Perchè? E forse “di destra”? Ora gioire per i successi dei propri connazionali è “fascista”?

Per certi sport è l’unico momento per uscire dal velo oscuro dei media in favore del calcio, non mi sembra una cosa terribile pensando che per la buona parte chi fa sport a quei livelli, nel nostro paese, è costretto ad avere comunque un’altro lavoro e fare enormi sacrifici per rimanere tra i migliori.
“Le Olimpiadi sono una guerra simulata” e “vorrei atleti senza bandiere” dice, purtroppo questi sono ragionamenti che può fare solo qualcuno che non ha mai sudato per vincere o pianto al termine di una partita o una gara.

Come spesso succede Grillo parla di cose che non conosce, di solito fa di peggio dando voce a gente che “se ne intende” (come se il primo che legge un trafiletto su internet automaticamente diventa un’esperto di settore). Un po’ quello che è successo quando le firme per il referendum del v-day 2 sono state annullate e lui lo sapeva, ma ha deciso di andare avanti comunque.