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Il contesto della trasparenza
Qualche post fa ho dedicato un po’ di spazio alla teoria della finestra rotta ed il concetto del contesto. Il contesto dove avviene un’azione ne determina, per la gente, il successo o il fallimento.
Per fare un’esempio assolutamente banale pensiamo ad un ristorante di lusso: se durante la cena qualcuno inizierà a gridare provocherà scandalo per tutta la sala, d’altra parte se qualcuno inizia ad urlare in un ristorante più “alla mano”, magari per fare gli auguri, nessuno ci farà caso. In questi due casi siamo sempre al ristorante, ma le “regole” di convivenza sono diverse.
Queste “regole” possiamo chiamarle “contesto”.
In questo momento la TV sta partecipando a suo modo alla creazione di un contesto: la xenofobia verso gli stranieri. Parlare continuamente di “allarme sociale” o “recrudescenza degli stupri” è un modo come un’altro per arrivare alle prossime elezioni con un determinato contesto costruito ad arte. In realtà i dati sulla criminalità non parlano di aumento di crimini o violenza, quello che conta è l’allarme che si crea intorno alla vicenda. Un meccanismo a catena, che spinge i media ad affrontare temi concatenati tra loro per avere più risalto.
Il tipico esempio è quello degli incidenti aerei. L’aereo è il mezzo più sicuro del mondo, milioni di persone sono contemporaneamente in volo nel mondo a tutte le ore. Se le auto avessero la stessa sicurezza degli aerei ci sarebbero veramente pochi incidenti stradali.
Eppure, solitamente, al telegiornale quando ne cade uno, a ruota, ne cadono almeno altri due. Questo perché, proprio per il meccanismo di notizie a catena, passano informazioni che altrimenti rimarrebbero sulla scrivania: non è che gli aerei cadono a catena, semplicemente i giornali non lo scrivono sempre. E la gente percepisce poca sicurezza nell’uso degli aerei.
Da questo nascono una serie di considerazioni: se in TV parlassero più spesso delle truffe “porta a porta” (assicurazioni, fondi, ecc..) o telefoniche? Se invece sui giornali si facesse più informazione sulla speculazione edilizia? Ci sono centinaia di questioni su cui si potrebbe concentrare il tiro.
La trasparenza è una di queste. Se l’evazione fiscale e la trasparenza negli affari pubblici o privati diventassero importanti non sentiremmo nemmeno il bisogno di “evadere” o di non rispettare le regole. Se la gente alla notizia di “abuso d’ufficio” o “concussione” da parte di un’amministratore non girasse la testa avremmo una classe politica meno arrogante. O Sbaglio?
Il contesto quindi è “plasmabile” come ci insegnano i servizi TV. La domanda quindi diventa, come fare per crearlo?
La politica e l’immigrazione: dalla castrazione chimica all’immunità clandestina
Ultimamente mi capita di dover affrontare il problema legato alla sicurezza e l’immigrazione troppo spesso.
In realtà i problemi sono ben altri, ma questa nuova trovata degli stupri (in modo da non dover affrontare il problema enorme della crisi economica) è geniale. Meglio di Eluana.
Per quanto mi riguarda penso che la nostra società abbia una concezione distorta del problema immigrazione: la situazione è talmente grottesca che se da una parte alcuni comuni hanno fatto ordinanze e provvedimenti al limite della xenofobia, dall’altra la legislazione e l’amministrazione pubblica consente ancora manifesti problemi di “elasticità” quando tratta con gli stranieri, a volte inconciliabili con la legalità.
I fattori in gioco sono tantissimi, ma provo a farne un riassunto.
La tesi che voglio dimostrare però è solo una: manca solo la volontà politica di legiferare più chiaramente alcuni aspetti atti a risolvere più di un problema legato alla sicurezza, non solo sugli immigrati.
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Al contrario di quello che dicono i media solo il 15% dei clandestini giungono in Italia mediante “il gommone”. Il 60% entrano in Italia regolarmente mediante visto o permesso di soggiorno e poi rimangono nell’illegalità una volta scaduti. I rimanenti approfittano della mancanza delle frontiere interne all’Europa e si spostano nel nostro paese.
In più, con l’allargamento dell’europa, i paesi dell’est si sono riversati sul resto del vecchio continente ed i flussi sono assolutamente legali, fuori dal contesto del nuovo reato di “immigrazione clandestina”.
La maggior parte, quindi, entra regolarmente nel nostro paese regolarmente (solo un immigrato su cinque è irregorale nel nostro paese) ma poi, evidentemente, gli conviene rimanere qui in modo irregolare.
Perché succede questo? Il rinnovo costante (anche dopo anni) del permesso di soggiorno, il fatto che sia più facile ricevere assistenza (affronterò più avanti l’argomento), la mancanza di controlli ed il fatto che si trova da lavorare meglio da clandestino che da regolare. Tutti fattori che potrebbero essere “tenuti a bada” dalla politica, se gli stanziamenti sui controlli, la prevenzione, le norme di regolarizzazione fossero più chiari e numerosi oltre che incentivanti.
MEDICI
Basta lavorare in ospedale o in una AUSL per rendersi conto di quanto non si sia fatto nulla per risolvere i problemi legati all’immigrazione. Quando uno straniero si avvicina ad uno sportello pubblico l’operatore deve risolvere una quantità enorme di problemi. Il paziente potrebbe non conoscere l’Italiano, potrebbe non avere i documenti, potrebbe avere problemi con i trattamenti sanitari proposti. Chi lavora in croce rossa sa bene quanti problemi ci siano nel portare in ospedale una donna se la famiglia non vuole per motivi culturali. A volta si rischia il linciaggio.
A questi problemi alcune unità sanitarie hanno provato a rispondere con i mediatori culturali, persone che sanno la lingua e la cultura delle persone coinvolte nelle cure. E’ sufficiente? In parte si, ma è possibile fare così per tutti? Un piccolo comune se lo può permettere?
Sembra di no. C’è inoltre la consuetudine da parte dei sanitari nel non chiedere troppo di fronte a qualcuno che palesemente sia straniero, molti non parlano italiano proprio per non pagare i trattamenti. Magari non presentano i documenti.
Come farebbe chiunque nel nostro paese, se possono non pagano. La repressione proposta dalla Lega (i medici come carabinieri) in questo campo non conta.
Facciamo un’esempio: un medico cura un’uomo palesemente clandestino e lo denuncia alle autorità. Arriva la polizia, trattiene l’uomo per qualche ora è poi lo libera. Pensate anche voi quello che penso io?Giuramento o meno vi prendereste il rischio di denunciare qualcuno che poi dopo poche ore potrebbe trovarsi di nuovo sotto la vostra porta?
Il problema va risolto a monte. Senza proclami impossibili da realizzare. Se le forze dell’ordine non possono trattenere il clandestino deve farlo un medico? E poi, che senso può avere una legislazione che disincentiva la regolarizzazione invece di incentivarla?
Non sarebbe meglio adottare norme per cui, per uno sventurato, è più facile avere un’identità piuttosto del contrario? Anche in questo la politica sbaglia.
DOCUMENTI
Tornando sul discorso, in questi giorni le tristi notizie degli stupri sono accompagnate da “il clandestino aveva dato false generalità in passato” o “privo di documenti era stato rilasciato”. Prima di tutto togliamoci questa angoscia: i giudici non provano godimento fisico a lasciare libero uno stupratore, devono solo fare quello che dice la legge.
E’ la legge non affronta bene il discorso dell’identità multipla o del domicilio inesistente degli immigrati clandestini.
Nonostante le forze dell’ordine lo chiedano da tempo non esistono banche dati comuni per impronte e DNA dei sospettati. Molti crimini, in generale e non legati all’immigrazione clandestina, potrebbero essere risolti grazie ad un registro del DNA come esiste in altri paesi.
A chi pensa che la schedatura di massa sia sbagliata rispondo che solo i sospettati sarebbero inseriti nel registro (come dicono le proposte di legge), che siano italiani o stranieri, e che schedature di questo tipo fino alla fine degli anni ’90 sono già state fatte. Le mie impronte sono depositate da qualche parte al ministero della difesa quando ho fatto la visita di leva per il servizio militare.
Una volta che i sospetti sono schedati (e non possono rilasciare false generalità due volte), le forze dell’ordine avrebbero lavoro agevolato non solo con i clandestini…
E’ evidente che parte della politica ideologizzata o con legami con la criminalità organizzata, e quindi presenti in ambedue gli schieramenti, non vuole sentir parlare di tutto questo.
In questo modo un clandestino furbo è completamente immune alla legge, manco fosse una delle più alte cariche dello stato, a meno di non commettere un crimine feroce in flagrante. Piccole rapine, spaccio, borseggio e altri piccoli crimini gli farebbero passare solo qualche brutta ora in mano alle forze dell’ordine.
LAVORO
Uno degli aspetti più imbarazzanti per chi non sa parlare l’italiano è il mondo del lavoro. Rappresenta un po’ il distacco che c’è tra la politica e l’amministrazione pubblica, compresa AUSL, e il mondo reale.
Faccio un esempio: quando sono stato assunto mi è stata affidata e fatta firmare una quantità di carta enorme tra contratto, sicurezza e altre norme.
Plichi che io stesso faccio fatica a leggere e mi chiedo come possa farlo uno straniero, ma non trovo soluzione. La realtà è che quasi nessuno lo fa e gli incidenti avvengono sul lavoro proprio per questo motivo.
Ed in questo caso parliamo di immigrati che lavorano come dipendenti in qualche azienda. Non di clandestini, perché a loro va molto peggio.
Spesso non hanno un contratto o non sanno cosa serva, non sanno quali siano i loro diritti e nemmeno come pretenderli. Dipendono quindi da forme di sfruttamento diverse, ma riescono comunque a portare a casa somme di denaro che, secondo i loro standard di vita, solo molto consistenti. Subito e non dopo 1 mese e 15 giorni come i dipendenti normali. Molti preferiscono accettare questa condizione per non avere problemi e non scontrarsi con la burocrazia (ostacolo non solo per gli stranieri).
Anche qui è chiara la politica di disincentivazione al lavoro degli immigrati nel nostro paese.
CONCLUSIONI
Possiamo chiamarla come vogliamo, ma in questo momento la politica sta adottando una strada di ignavia razzista verso questo fenomeno che coinvolge i paesi più fortunati dalla notte dei tempi.
Come in una moltitudine di altri campi, per non sbagliare, il parlamento non legifera nulla. Salvo poi trovare problemi strutturali su cui dover fare delle scelte in poche ore (vedi testamento biologico) a suon di decreti legge.
Il nostro paese non fa differenza tra immigrati che lavorano o che delinquono, creando scontri culturali con l’intera fascia di nuova cittadinanza. Con questo approccio il risentimento non farà altroche peggiorare nei prossimi anni, sfociando in ghettizzazioni che già stanno coinvolgendo tutto il territorio e creando zone franche in cui le forze dell’ordine perderanno la loro operatività.
41 bis, tutto tace sul fronte occidentale
Dopo le assicurazioni del ministro Alfano sulle modifiche del 41 bis (approfondimento), veniamo a scoprire che i boss della mafia continuano ad uscire dal carcere duro.
Per fortuna che il nostro ministro-pistola (come direbbero i lombardi) aveva assicurato durante la giornata della memoria per le stragi di mafia che “qualcosa sarebbe cambiato” (qui potete vedere il video).
Mi chiedo: se la notizia non avesse avuto clamore mediatico, l’Alfano, avrebbe riconsegnato al carcere duro Domenico Ganci? Non so.
Rimango stupefatto dalle dichiarazioni di Bernardini (Radicali). Che oltre la tirata sui diritti umani si stupisce che la magistratura non sia insorta contro questo atto contro la sua autonomia.
Bernardini dovrebbe sapere che tutti gli organi della magistratura richiedono da anni l’inasprimento e la modifica per il 41 bis.
Ci è o ci fa?
thirteen days, il giorno dopo
Ieri sera ho rivisto in TV thirteen days, un film sulla crisi dei missili di cuba che fece rimanere il mondo senza fiato.
Un momento storico che decideva se il mondo sarebbe finito, per gli esseri umani. I fatti raccontano come un manipolo di uomini hanno deciso il destino di tutti.
Allora c’erano i Kennedy e Krusciov.
Oggi ci sono uomini che valgono meno della metà al loro posto. Uomini come Bush, Putin, Berlusconi che la storia fara di tutto per dimenticare, speriamo.
C’è un’altra terribile differenza con gli eventi raccontati dal film e la nostra realtà.
Abbiamo due “governi” (uno è Hamas, che non si puo’ considerare tale, quello israeliano è un rimedio al crollo del governo precedente) che, invece di cercare ogni strada per salvare il proprio popolo, vogliono arrivare allo scontro a tutti i costi.
Tutti e due preferiscono far vivere stenti e terrore al loro popolo piuttosto che cedere. Fossero stati loro sul punto di premere il bottone rosso cosa sarebbe successo?
Il crimine in calo… mediatico
E’ solo dell’altro giorno la notizia del calo del “problema” sicurezza nelle nostra città. CIoè in pratica agli Italiani dei Rumeni non frega più niente.
Ieri sera mi sono sciroppato un bellissimo servizio sul TG5 che spiegava come il crimine sia in calo da una rilevazione sui primi 6 mesi dell’anno “grazie al decreto sicurezza”.
Beh, o sono degli imbecilli oppure sono in mala fede, dato che il decreto sicurezza è stato fatto DOPO le elezioni e quindi dopo i primi 6 mesi dell’anno.
Ma questo lo diceva già Amato prima che cadesse il governo. D’altra parte ora il leader dell’opposizione è più occupato a salvare le tasche del magnate mondiale della comunicazione,occuparsi delle menzogne vere è difficile.
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