Archivi per la categoria ‘Legalità & Giustizia’

PostHeaderIcon Viva la Lotta di Classe (finché abbiamo ancora il pane…)

“la devastazione dell’immagine stessa della legalità derivante dal sommarsi di deficit di direzione politica del Paese, di interessi corporativi, dell’impunità concessa ai gruppi clientelari che hanno strumentalizzato al loro servizio i pubblici poteri e le risorse collettive. Questa degenerazione del sistema ha indotto un perverso meccanismo di avversione verso tutto ciò che è pubblico ed un conseguente isolamento delle istituzioni. Anche di qui la genesi di una illegalità diffusa ed un terreno fertile per il terrorismo….
…Nella generale crisi istituzionale, i magistrati, caricati di sempre maggiori compiti di intervento nella società, ma privi di adeguate possibilità di azione, vengono offerti dalle inadempienze del potere politico come controparte a masse di emarginati nelle situazioni di conflitto più esasperate.”
(letto su Ne valeva la pena, di Armando Spataro)

Questo documento è stato scritto dai magistrati della procura di Milano dopo l’uccisione di Emilio Alessandrini, era il 1979 è, come si può leggere, la situazione non era migliore di oggi. Anzi, oggi potrebbe essere stata scritta.
Mentre in parlamento si vendono e comprano voti e si promettono poltrone, fuori i cittadini chiedono servizi, giustizia, difesa dell’istruzione e legalità.
Mentre si discute di intercettazioni, riforma della giustizia e si pensa come arrivare in fondo alla legislatura la gente chiede delle risposte alla crisi economica e alla delocalizzazione delle imprese.
Mentre qualche furbo parla di mandare i ministeri ai quattro capi delle terre emerse, gente di Abruzzo come gente del Veneto si chiede cosa il paese faccia per loro.

Per fortuna esiste il caro vecchio uso ad orologeria della “lotta di classe” degli anni ‘70. Uno dei modi più efficienti di trasformare tutto in uno scontro tra squadre di calcio, con grandi possibilità di indignazione da parte di tutti per gli eventuali valdalismi provocati ad arte. Chi non odia la violenza?
La morale politica che spinge ragazzi di destra e di sinistra a picchiarsi in piazza per qualcosa che non esiste è la più grave forma di depistaggio mediatico che la politica Made in Italy ci può regalare. Ma funziona alla grande.

In tutto questo i grandi Leader di centro sinistra si scornano. Ma non per cercare un’alternativa, contano i voti sui sondaggi per vedere domani chi vince le elezioni. Sfogliano il libro de “I possibili leader di centro sinistra” mentre non vedono sotto ai loro piedi i centinaia di attivisti che potrebbero vincere le elezioni da soli, se solo da lassù si puntasse sui cittadini e non ai Montezemolo. Non per distribuire i volantini, ma per capire cosa significa vivere con meno di dodici mila euro al mese.
Nessuno capisce la necessità di programmare cosa vuol fare questo paese tra venti anni. E lui vincerà per manifesta incapacità da parte degli altri, perché è l’unico in questo paese nella posizione giusta che sa quello che vuole.

PostHeaderIcon La mafia in terra di romagna

Pubblico il mio intervento sulla mafia nella nostra città di ieri sera durante l’incontro con il magistrato Spataro, venuto nella nostra città per presentare il suo libro sui casi che ha affrontato durante la sua vita nelle istituzioni.

“Stasera, e ringrazio i nostri ospiti di essere nella nostra città, abbiamo la possibilità di fare due chiacchiere sui fatti tragici e imbarazzanti per la nostra repubblica.

Parliamo del sommerso, di quella parte del nostro paese che non rispetta le regole sociali e cerca di imporre le proprie. Un tema in antitesi con il DNA di Italia dei Valori, che ha sempre fatto della legalità e della costituzione italiana un punto fondamentale.
Sommerso che purtroppo la nostra città vive a suo modo sulla pelle.
Basta ricordare che una delle ramificazioni dell’indagine sulla “P3” del faccendiere Flavio Carboni, passa proprio da qui. Carboni cercava da alcuni personaggi noti del forlivese le finanze per l’eolico in Sardegna, regione in cui sosteneva di avere conoscenze per venire in possesso di molte autorizzazioni a costruire.
Inoltre abbiamo la criminalità organizzata; e per farne il quadro parto da quello che ha detto la scorsa settimana Pino Maniaci, il giornalista siciliano di Telejato: dice “noi di mafia ne abbiamo solo una, voi invece le avete tutte sul territorio”.
Ed è vero, purtroppo. I dati della DIA e le relative inchieste parlano abbastanza chiaro ed evidenziano quello che Saviano è riuscito ad imporre nell’agenda politica nazionale. Le mafie sono anche al Nord nelle nostre città.
Parlando concretamente per inchieste:
A fine 2009 la nostra provincia aveva il record di immobili sequestrati alla Mafia della nostra regione ben 25, con al secondo posto Bologna con 16.
La famiglia Forastefano di Cassano allo Jonio, ndraghetista, è attiva nel forlivese nella gestione del gioco d’azzardo e nell’estorsione nei confronti di aziende calabresi, e durante una di queste estorsioni viene arrestato addirittura il cugino del Boss. Ma la cosa che preoccupa di più la DIA è che Nicola Acri, killer di Rossano Calabro che viene arrestato a fine novembre nel bolognese dai ROS, cercava di mettere in atto una guerra proprio contro i Forastefano.
Cosa poteva significare questo per Forlì?
Che come a Reggio Emilia, dove in 5 anni ci sono stati 12 omicidi di stampo mafioso, Forlì si sarebbe trovata davanti ad una serie di omicidi e danneggiamenti non da ridere.
Danneggiamenti o minacce, di cui sentiamo e leggiamo sui giornali da un po’ di tempo.
Cominciamo con il caso allucinante di SAPRO. Quattro gomme tagliate alla designata liquidatrice della società. Ed è di qualche giorno fa la lettera con tanto di proiettile al PM titolare dell’inchiesta di SAPRO, Filippo Santangelo che ora è costretto a muoversi con la scorta dopo il dichiarato fallimento della società.
Poche settimane fa, sempre un proiettile, è stato consegnato ad un sindacalista della CISL, che segue in particolar modo il settore dell’edilizia.
Abbiamo poi il capriolo morto, decapitato, all’ospedale, che i giornalisti locali hanno ricollegato al debito dell’AUSL.
Ed arriviamo a noi.
Come accennavo prima la scorsa settimana abbiamo avuto il piacere, sia politico che umano, di avere Pino Maniaci nella nostra sede di Via Nullo. Abbiamo parlato della realtà di lotta alla mafia che vive tutti i giorni sulla pelle. Beh, non so bene se i fatti siano ricollegati ma questo sabato qualcuno si è preso la briga di uscire di casa, col freddo che fa, controllare se qualcuno girava per strada e svuotare un tubetto di attack nella serratura della nostra sede. Il fatto, non irrilevante, è che tra Corleone, Palermo e Partinico (a casa del nostro amico Pino Maniaci) i negozianti sanno bene che un atto del genere è la richiesta che fanno i boss della zona per ricevere il pizzo.
Collegato o no, il fatto è che un danneggiamento non deve mai essere sottovalutato. Noi non lo faremo ad anzi, dobbiamo dare più attenzione a questo cancro sul nostro territorio con azioni significative. Stiamo preparando un ordine del giorno in comune, dove cercheremo di coinvolgere le associazioni di categoria e i sindacati, dove cercheremo di capire, a tappeto, sul nostro territorio se ci sono state o se ci sono richieste di estorsione in corso nelle aziende Forlivesi.
Perché come ha spiegato molto bene Federico Alagna dell’associazione antimafia Noname di Bologna, siamo di fronte, purtroppo, ad un salto di qualità da parte della criminalità organizzata. Prima le città del Nord venivano usate per riciclare denaro, ed il numero di sequestri immobiliari accennati prima parlano chiaro, ora invece siamo passati al controllo del territorio. Che significa estorsioni, controllo delle attività criminali e ricatti.
In questo clima, estremamente cupo, abbiamo il dovere di far sapere a tutti che quello che dicono e scrivono persone come Saviano, ma anche tanti altri giornalisti come lo scrittore Lucarelli che lo ripete da anni ed i magistrati come il dottor Spataro che con le loro sentenze scrivono e descrivono la storia criminale del paese.
Le Mafie sono qui.
O prendiamo delle contro misure sufficienti subito oppure verremo ne inghiottiti…”

PostHeaderIcon Lottare per i simboli, non per la gente

Lunedì in consiglio comunale abbiamo affrontato il “problema” crocifisso nei luoghi pubblici: tema portato sui banchi consiliari dalla Lega Nord in tutta Italia con risultati a dir poco imbarazzanti, tocchiamo livelli da teocrazia come l’Arabia Saudita, come le multe, che in alcuni comuni, vengono disposte per chi non lo espone.

La mozione, per come era proposta, accostava il simbolo del crocifisso, e non il suo significato religioso di cui tutti sembrano ignorare l’esistenza, al fatto che è una parte della tradizione italiana. Da qui l’esigenza di esporlo sia nelle classi scolastiche che negli edifici pubblici.

Da cristiano sono oltraggiato da questa posizione, io credo che utilizzare per una propaganda un’uomo che si è sacrificato per gli altri sia terribile ed ingiusto.
Vorrei sapere se per questi signorotti Cristo è il “grande leader del cristianesimo” oppure è l’uomo che ci ha indicato la via della resurrezione, sacrificando la propria vita per gli altri.

E così un’altra volta il mondo cattolico si deve confrontare con la sua stessa identità, dietro le intimidazioni di chi cerca di spezzare e mettere in crisi parte della politica dell’opposto schieramento. Questo tipo di politici, quelli che dicono o con Cristo o con Stalin, non si rendono conto che lo strappo che stanno creando non è solo nei banchi di un’organo democratico, ma, soprattutto nella società di oggi, dove non si può essere più liberi di credere in Dio o meno e quindi di autodeterminarsi.

La libera scelta che ci lascia Gesù nel Vangelo è cancellata da qualche patetico uomo politico che fa riti celtici o usa lo croce come scudo.

PostHeaderIcon Lo scudo fiscale e le sue scappatoie

L’agenzia delle entrate ha predisposto tutto per il rientro dei capitali tramite lo scudo fiscale. Le novità principali sono queste.
La prima è che San Marino e Svizzera non saranno oggetto dei rientri, la seconda è che non seguiranno indagini al rientro dei capitali.

Sono notizie bomba per tutti quelli che aspettavano di vedere, come me, nei fatti come funzionasse la trappola.

San Marino e Svizzera
Per capire quanto contano nello scacchiere italiano queste agenzie di pulizia internazionali basta capire il perché non siano tra le “convenzionate”.
Se lo scudo fiscale fosse esteso a questi stati allora le banche di questi paesi (che da sole detengono il 50% del denaro illecito italiano) vedrebbero ridimensionato il loro potere.
Quindi, come sempre, hanno trattato prima la loro posizione sullo scudo fiscale. Lo scudo fiscale quindi non si estende a circa 150-200 miliardi di euro depositati vicino a casa.

Onere della prova
Non sarà necessario, come segnala repubblica, dimostrare che il rientro del denaro avviene in seguito ad un evasione fiscale, questo significa che non ci sarà nessun controllo sul capitale effettivamente ritornato in Italia.
Anche altri capitali (non italiani, o riconducibili alla criminalità organizzata) potranno rientrare senza nessun controllo, mentre Tremonti ha dichiarato il contrario.
Facciamo un esempio concreto: io azienda italiana in difficoltà finanziaria contatto (o vengo contattato) da un gruppo criminale che intende riciclare denaro, mi faccio carico delle pratiche di rientro del capitale illegale e ne prendo una fetta per lasciare il resto pulito alla mafia.
Ma ci sono altri mille casi per ingannare la legge in questo modo.

Conseguenze
Alla fine lo scudo fiscale andrà ad avvantaggiare chi fino ad oggi ha evaso e fatto falso in bilancio, dando un altro calcio alla competitività del sistema paese. Inoltre avremo sempre il grosso problema dei capitali mafiosi reinvestiti nell’economia normale.
Un disastro per chi lavora onestamente nel nostro paese.

PostHeaderIcon Siamo a Tortuga

Oltre a consigliarvi la lettura dell’ultima fatica di Evangelisti (meno crudo del solito), volevo prendere l’occasione di parlare un po’ di come siano un po’ pirati ed un po’ moderni capitani di ventura questi politologi liberali di destra.
Forse è come dice Guzzanti, forse è come dice Di Pietro da sempre, ma è sempre più chiaro però quanto poco ci sia rimasto della possibilità di presentare “i fatti” in modo diverso da quello che vuole il governo.
Passo dopo passo la democrazia, a colpi di speciali sul terremoto, sta sparendo.
Santoro durante l’ultima puntata di Anno Zero ha fatto parlare i fatti. Ed i fatti (che non sono opinioni) dicono che buona parte delle risorse della protezione civile sono impegnate per G8 in Sardegna (?).
Per il resto si è parlato molto di come Inpregilo, Italcementi e gli altri leader del calcestruzzo si siano fatti le budella d’oro risparmiando sui materiali e gonfiando i costi delle opere e delle grandi infrastrutture.
Forse è proprio per questo motivo che ora la trasmissione di Santoro e Travaglio e sotto scacco.

Oggi al lavoro mi hanno chiesto se dopo la denuncia di Anno Zero gli amministratori delle aziende coinvolte nel disastro scapperanno.
Gli ho risposto che non c’è ne motivo, questa è Tortuga: l’isola dei pirati.